Sbatte i pugni sul tavolo. Non ci sta, Agatino Cuttone. L’uomo nel mirino in casa Modena si ribella a una situazione paradossale, con pochi precedenti nel calcio professionistico. Riassunto delle puntate precedenti: mercoledì sera, una delegazione di calciatori del Modena, parlando a nome di tutta la squadra, si presenta alla riunione dei soci ed espone gravi problemi tecnici e di relazione con Cuttone. Ieri la società approfondisce l’argomento, non fa dirigere l’allenamento a Cuttone e poi, a sorpresa, lo conferma. Oggi tocca all’allenatore parlare. Le parole di Cuttone, che avvalorano l’ipotesi di una fronda non spontanea dei giocatori, ma di una sorta di ammutinamento telecomandato da alcuni soci di minoranza, esplicita uno scenario da tempo sospettato e oggi palese quanto preoccupante. La società è sempre più spaccata: i soci di minoranza, che a novembre non avrebbero voluto Cuttone anche per la sua solida relazione di amicizia con Casari, sono sempre più insofferenti nei confronti della gestione del numero 1 di Cpl. Che, d’altro canto, sta imponendo Cuttone nonostante il parere contrario dei soci e dei giocatori. Una guerra intestina che rischia di costare carissimo al Modena. Tutto sommato, l’unica notizia positiva è il rinvio della partita col Padova, ufficializzato in tarda mattinata in prefettura. Giocare in questo scenario avrebbe significato sconfitta pressoché inevitabile. Ora però la situazione va chiarita definitivamente. La società, sempre latitante nei momenti clou di questa stagione, ora deve parlare con voce chiara e per quanto possibile univoca.