
I carabinieri hanno arrestato il convivente di Edyta Kozakiewic, 39 anni, di origine polacca, la donna uccisa mercoledì sera in via Giardini al civico 1195, tra Modena e Baggiovara. Umberto Musto di 58 anni, di origini campane, è finito in manette dopo un lungo interrogatorio. Era stato lui a dare l'allarme al 118, aveva raccontato di aver trovato il corpo della compagna nuda, nascosta in parte sotto al letto. Nessun segno di effrazione alle finestre e alla porta. Un passato da ballerina di night, attualmente disoccupata, Edyta viveva praticamente reclusa nell'appartamento al primo piano di via Giardini. E secondo i militari non era una sua scelta: la segregazione era voluta dall'uomo, pazzo di gelosia. Molte le liti nel corso del tempo avvertite anche dai vicini, l'ultima è stata fatale. Un dramma maturato in un contesto di degrado, due vite problematiche che si erano incrociate finendo nel baratro della violenza e della disperazione. La donna sarebbe morta, in base ai primi risultati dell'esame del cadavere, per le percosse ricevute. Il corpo della 39enne era pieno di ecchimosi, Edyta è stata massacrata (ma ci sarebbero ancora tracce di vecchi lividi e vecchie ferite, a conferma che le angherie e i soprusi andavano avanti da tempo). L'esame autoptico per oggi chiarirà comunque l'esatta causa del decesso. Umberto Musto è stato interrogato più volte, si è sempre dichiarato innocente, ma il racconto non ha convinto gli investigatori. Ad incastrare l'uomo in particolare le testimonianze sugli orari degli spostamenti fatti da casa al lavoro. Domani la convalida dell'arresto.