“Le politiche di austerità possono essere utili, ma sarebbe una catastrofe pensare di uscire dalla crisi unicamente attraverso tagli di larga scala alla spesa pubblica, a danno delle persone più deboli”. Parole di Amartya Sen, economista e docente indiano, già premio Nobel per l'Economia, oggi a Modena, su invito della Fondazione Gorrieri che gli ha affidato la lettura annuale intitolata alla memoria del politico modenese. Il professor Sen ha parlato all'Auditorium Marco Biagi, mai così gremito come in questa occasione, affrontando di petto il tema della giornata, quello delle diseguaglianze e della giustizia sociale, da lui riletto alla luce della crisi economica che ha investito l'Italia così come tutto il mondo occidentale. “La recessione non si arresta – ha detto Sen – a causa dell'inadeguatezza delle risposte fornite dalla politica. Una politica che si lascia sopraffare dalle ragioni del mercato e delle banche, che delega la ledership a paesi dominanti, che taglia sulla spesa pubblica, spesso e volentieri a scapito delle persone più fragili”. Nel richiamare il pensiero di alcuni intellettuali contemporanei, tra cui gli italiani Gramsci e Dario Fo, il Premio Nobel ha dialogato con gli economisti Elena Granaglia e Stefano Zamagni, ribadendo più volte il concetto di vicinanza alle persone più colpite dal sistema, e quindi i deboli e gli svantaggiati.