La resa dei conti tra Isabella Bertolini e Carlo Giovanardi ancora una volta non ci sarà. Rinviato prima per neve e poi, ieri, dall’invio del commissario da Roma, gli iscritti del Pdl modenese dovranno aspettare ancora il primo congresso dell’era post-Berlusconi. Almeno sino a quando il coordinatore nazionale Denis Verdini non sarà riuscita a districare una complicatissima matassa. In attesa di arrivare in città, già lunedì, il parlamentare inviato da Alfano per fare chiarezza dimostra di avere le idee chiare e stamattina alla stampa ha dichiarato: “nel Pdl ci sono troppi infiltrati, abbiamo congelato 50mila domande di iscrizione su 1 milione e 200mila iscritti”. Ovviamente a livello nazionale. Per fare pulizia, Verdini chiederà anche l’aiuto della magistratura, ma nel frattempo la guerra interna al partito a Modena prosegue senza esclusione di colpi. Da ieri tutti i sostenitori dell’una o dell’altra fazione, di Aimi e della Severi, rivendicano la paternità dell’iniziativa assunta da Roma, anche se a scagliare il sasso è stata Isabella Bertolini con la sua denuncia di “tesserati sospetti”. Secondo i suoi rivali, stretti intorno ad Aimi, l’arrivo di Verdini consentirà di chiudere una gestione personalistica durata 18 anni, prima in Forza Italia poi nel Pdl. Il vice della Severi, Fabio Mucci, sostenitore della Bertolini replica ricordando che “chi oggi esulta, sino a ieri pensava di avere il partito in mano e bollava come balle le denunce della Bertolini”. Di sicuro a perdere, in tutta questa vicenda, è stato il Popolo della libertà di Modena, anche se alla fine, se davvero Verdini riuscirà a fare pulizia, sarà un bene per tutti.